UN’INAUGURAZIONE DI SUCCESSO

«Malgrado le tragedie della guerra raccontate e i filmati visti, c’è ancora chi la cerca». Così ha concluso Marino Marian all’inaugurazione della mostra “Il Miracolo degli Occhi” avvenuta domenica scorsa a Treviso.

Portando i saluti del Presidente del Consiglio Direttivo della Sezione ANA di Treviso, Marin, citando le parole di Mario Rigorni Stern intervistato da Marco Paolini ha lanciato un forte messaggio di pace. Un auspicio significativo perché la mostra, realizzata con le foto scattate dai bambini dell’enclave serba di Velika Hoca e curate da Monika Bulaj, parla proprio di pace e di speranza.

Un centinaio di persone hanno assistito al taglio del nastro inaugurale da parte di Ariella Capellazzo Cagnan, Presidente dell’Associazione Banda Musicale Cittadina “D. Visentin”, e accolti all’interno dei bellissimi spazi del “Portello Sile” da Paolo Rancanelli, responsabile dello spazio e capace organizzatore delle decine di mostre ospitate negli spazi dell’ex casa daziaria che controllava il flusso di merci che sul Sile navigavano verso Treviso nei tempi della Serenissima.

«Nel ringraziare tutti voi di avere partecipato – ha esordito Fabio Franceschini, tra i volontari organizzatori dell’esposizione – vorrei invitarvi a partecipare concretamente alle azioni di solidarietà: regalandovi uno dei bei libri editi da Dusa (“Il Miracolo degli Occhi” e “Molto mi Piace”, ndr); regalando o regalandovi una delle belle icone ortodosse esposte al piano di sopra oppure portando del cibo senza glutine per sostenere Jovanka e i suoi bambini (clicca qui per saperne di più, ndr), giovane mamma di Kosovo, a cui consegneremo tutto il cibo raccolto a Natale, con anche il biglietto di auguri che vi prego tutti di firmare per salutarla».

La mostra fotografica, a Treviso fino al 14 dicembre, è il brillante risultato della passione di giovani che mai avevano avuto una maccchina fotografica per le mani e dell’amore di Monika Bulaj, nello svelare loro, i “segreti di un mestiere”. Gli spazi del Portello hanno inoltre permesso di ampliare l’esposizione a un percorso etnografico e descrittivo della regione, riuscendo a raccontare il Kosovo e le enclavi.

Il momento dell’inaugurazione è stato allietato dalla presenza dell’FM Vocal Group, quartetto femminile che ha eseguito a cappella alcuni brani guadagnandosi meritatamente un forte applauso per la bravura e la passione.

Terminati i ringraziamenti di rito e il benvenuto, nella più classica tradizione alpina, l’inaugurazione è proseguita con dell’ottimo prosecco e soppressa.

Un momento di festa e un successo, reso possibile innanzitutto dall’interessamento di Lieta Zanatta, giornalista e soprattutto persona sensibile alle cose di Kosovo, che ha messo in contatto le associazioni organizzatrici, LOVE onlus e Amici di Decani, con Piero Biral, direttore di Fameja Alpina, e quindi con la sezione ANA di Treviso e Paolo Rancanelli del Portello.

Un sentito ringraziamento è stato quindi rivolto a tutti gli alpini volontari che hanno contribuito all’allestimento della mostra e all’organizzazione dell’inaugurazione; all’ANTEAS Treviso, da sempre dimostratasi sensibile alle tematiche della solidarietà internazionale e vera e propria risorsa del mondo del volontariato per l’intera Marca; a Banca Mediolanum – FBO di Riva del Garda per il sostegno e la generosità dimostrata in questa e altre occasioni e a Natasa Jovanovic per la preparazione di un’ottimo Slavski Kolač esposto nelle vetrine della mostra.

Il 10 dicembre si terrà inoltre il convegno “Kosovo e Metochia: tra speranza ed enclavi” al quale parteciperanno la fotografa e scrittrice Monika Bulaj; Padre Andrej, prorettore del Seminario di Prizren e il Col. Andrea Borzaga, già comandata Kfor in Kosovo (partecipazione libera fino all’esaurimento dei posti, mail: beloverevolution@gmail.com).

La mostra rimarrà aperta fino al 14 dicembre, dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19, l’ingresso è libero e gratuito.

Per tutta la durata della mostra, infine, sarà possibile firmare il biglietto di auguri per Jovanka e i suoi bambini e donare del cibo senza glutine che sarà consegnato proprio a Natale.

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