IL MIRACOLO DEGLI OCCHI

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IL MIRACOLO DEGLI OCCHI

Il “Miracolo degli Occhi” è il felice risultato di un workshop fotografico tenuto da Monika Bulaj nell’agosto 2013 presso l’enclave serba di Velika Hoca in Kosovo e Metohija.

IL LIBRO

Se un giorno d’estate una fotografa …
… se ci si convince, che tutto quello che di più brutto abbiamo immaginato, non sia confinato nei terribili passati racconti, ma sia contemporaneo alle nostre esistenze, può accadere che un piccolo villaggio di Kosovo, diventi un enclave, un luogo dove una comunità viva segregata, senza lavoro, senza prospettiva, senza speranza.
Se ci si convince che la discriminazione su base etnica e religiosa sia una pratica diffusa ad appena un’ora di volo da casa nostra., può accadere di trovarsi di fronte ad una umanità stanca, a cui è negato ogni misero appiglio per affrontare la quotidianità dell’esistenza.
Se riuscissimo a comprendere
tutto questo, sarebbe impossibile
restare immobili, sottrarsi
all’imperativo morale di “fare”
qualcosa.
Lo comprende bene, a seguito di uno dei suoi numerosi viaggi, la fotografa e antropologa Monika Bulaj, che decide di combattere l’orrore della disperazione, “il mostro” come lei lo chiama, proprio dov’è più forte.
Insieme all’associazione da lei fondata, Amici di Decani, e a LOVE onlus decide
di tenere un corso di fotografia e trampolismo ai ragazzi di Velika Hoca una minuscola enclave serba nel Kosovo rurale.
Le vicende, veri e propri aneddoti di resistenza della bellezza contro la disperazione dell’orrore, arricchiscono i testi d’un libro che principalmente è fotografico.
I giovani con le fotocamere in mano ci restituiscono immagini che impressionano per la freschezza, la forza, l’elaborazione filologica e la perizia tecnica.
Il miracolo invocato dall’autrice si materializza in una vertigine di colori, grigi, ombre, sapienti esposizioni, luci, sogni, gatti, aerei e speranze.
La rigorosa prefazione di Cacciari, illustra la necessità di tutela di un mondo sulla soglia dell’estinzione e l’attestato di stima per la fotografa polacco triestina.
Il messaggio solidale di speranza e d’aiuto che il volume ci offre, viene sostenuto anche dal ricavato, devoluto interamente ai progetti di promozione creativa dei giovani di Kosovo e Metohija.

Recensione a cura di Michele Monaco

M.Bulaj
e i ragazzi di Velika Hoca
Il Miracolo degli Occhi
Ostinata ricerca di un istante
Duuscia Edizioni
Pag. 96 – Prezzo € 15,00
ISBN 978691727710

Il Kosovo.
Ripasso quel poco che so.
Muri ovunque.
Vittime da ambedue le parti e memorie insepolte.
Il genocidio culturale dell’ortodossia e le ombre di una guerra, in una terra dove si disseppellivano cadaveri centenari per infiammare una rabbia nuova. L’irreale bellezza dei monasteri di Metohija e i monumenti alle auto dei comandanti dell’Uck.
Il bazooka contro gli affreschi, il cemento contro i muri a secco, le discariche a cielo aperto contro i giardini fioriti.
È proprio questo, penso, che serve ai bambini di Velika Hoča, in una terra macchiata dall’orrore degli omicidi etnici per il traffico degli organi? Alcuni corpi di serbi sono stati riportati al villaggio, gettati sventrati nella campagna, perché tu non possa mai più guardarla come un campo di grano. Alcuni non sono stati mai più trovati, per uccidere anche la pietà. Come si può insegnare ai bambini di Velika Hoča a guardare e fotografare con occhi incantati la loro terra?
Terra difficile, il Kosovo, una guerra senza fine nel cuore dell’Europa. A Djakovica sul confine albanese-montenegrino, tra le roccaforti del traffico di droga kosovaro, fioriscono nove scuole per aspiranti prostitute, eppure ci sono anche i centri della spiritualità sufi, con le altrettante nove case delle confraternite, le più importanti di tutto il Kosovo. Qui incontro un baba, un derviscio, con la moglie gelosissima, che vola dietro ai santi, tra Turchia, Macedonia e Albania; trascorro con loro serate, a recitare le poesie di Rumi.

Estratto dal testo di Monika Bulaj

DALLA PREFAZIONE

di Massimo Cacciari

“Questo suo lavoro con i bambini dimostra ancora una volta la capacità che è solo dell’arte di comunicare, di porre in dialogo, di immaginare un futuro, che non sia oblio del passato e del presente. Il mezzo prescelto per questo “esperimento”, la fotografia, è di particolare interesse.
Poiché la fotografia non è, come ingenuamente si crede, la documentazione di un istante del tutto caduco, fuggitivo, ma la rappresentazione di quell’istante come di ciò che STA, in-STANS appunto.
Queste fotografie rendono indimenticabile l’esperienza di cui ci fanno testimoni.
Indimenticabile la forza con cui un popolo, attraverso la creatività dei suoi giovanissimi, ricorda, vive, progetta, dialoga con tutti gli altri”

GLI EVENTI

Venezia, 4-12 ottobre 2014
Venezia, 23/11-14/12 2014
Riva d/G, 15-28 febbraio 2015

LA MOSTRA DI TREVISO

La mostra fotografica nell’edizione di Treviso è stata allestita dal 23 novembre al 14 dicembre 2014, presso il Portello del Sile, sede degli Alpini di Treviso. Gli ampi spazi hanno permesso di ampliare l’esposizione a un percorso etnografico e descrittivo della regione, riuscendo a raccontare il Kosovo e Metochia e le enclavi.
Il taglio del nastro è stato anticipato dal  convegno “Kosovo e Metochia: tra speranza ed enclavi” al quale hanno partecipato la fotografa e scrittrice Monika Bulaj; Padre Andrej, prorettore del Seminario di Prizren e il Col. Andrea Borzaga, già comandata Kfor in Kosovo.

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