🚴♂️ RUOTE ARDITE — GIORNO 1
Belgrado → Morović
Ci sono viaggi che cominciano quando si mette una bicicletta sulla strada e altri che iniziano molto prima, nel momento in cui si decide che un ricordo non deve rimanere soltanto un ricordo, ma può trasformarsi in qualcosa di concreto, capace di continuare nel tempo e di parlare alle persone che ancora devono arrivare. È con questo pensiero che questa mattina, nel cuore di Belgrado, dalla centralissima Trg Republike, abbiamo dato il via a una nuova edizione di Ruote Ardite.
Alle nostre spalle lasciavamo una delle capitali più affascinanti dei Balcani, davanti a noi c’erano centinaia di chilometri di strada e, soprattutto, un obiettivo che rende ogni pedalata diversa dalle altre: raccogliere fondi per la realizzazione del Centro Sportivo dedicato a Raffaele Carlomagno.
Prima della partenza vera e propria, Belgrado ci ha regalato uno dei suoi luoghi più suggestivi. Abbiamo raggiunto la chiesa di San Sava, immensa e maestosa, con le sue cupole che dominano lo skyline della città e il grande spazio della piazza che sembra amplificarne ancora di più la presenza. Entrare in quel luogo significa confrontarsi con una parte profonda della storia e dell’identità serba, e fermarsi lì, tutti insieme, prima di iniziare il viaggio, ha dato alla giornata un significato particolare.
A poca distanza dalla cattedrale ci aspettava poi un altro momento importante. Siamo stati ricevuti dall’Ambasciatore d’Italia Luca Gori nella splendida Residenza italiana, dove abbiamo avuto l’opportunità di raccontare ancora una volta il senso di questa iniziativa e di ricevere il suo personale augurio di buon viaggio. Un incontro che conserveremo tra i ricordi più belli di questa partenza, perché quando si intraprende un viaggio così lungo sapere che qualcuno condivide e sostiene il significato del percorso rende ancora più forte la motivazione con cui si sale in sella.


Poi Belgrado è rimasta lentamente alle nostre spalle e davanti a noi si è aperta la strada verso la Vojvodina.
La prima giornata non ci ha risparmiato nemmeno il suo piccolo battesimo: una foratura quasi all’inizio ci ha costretto a fermarci, ricordandoci immediatamente che un viaggio in bicicletta non è fatto soltanto di paesaggi e fotografie, ma anche di imprevisti, di fatica, di mani che devono sporcarsi per rimettere tutto in ordine e della capacità di ripartire senza perdere il sorriso.





Abbiamo attraversato Ruma, poi Sremska Mitrovica, seguendo le strade che ci conducevano sempre più dentro la grande pianura della Vojvodina, in un paesaggio completamente diverso da quello lasciato alle nostre spalle. Chilometro dopo chilometro la città scompariva, lasciando spazio a campi immensi che sembravano non avere mai fine, a lunghi rettilinei sospesi tra cielo e terra e a piccoli centri abitati che apparivano e scomparivano lungo il nostro percorso.
E proprio qui, in mezzo a questa enorme pianura, è successo qualcosa che nessuna cartina può raccontare.
Abbiamo incontrato le persone.
Lungo la strada abbiamo ricevuto saluti, sorrisi, gesti di incoraggiamento e sguardi curiosi da parte della popolazione civile che vedeva passare questo gruppo di ciclisti diretto verso ovest. Sono stati momenti semplici, ma durante un viaggio in bicicletta sono proprio questi piccoli incontri a rimanere più impressi, perché quando sei sulla strada per ore ogni gesto di una persona che non conosci diventa improvvisamente parte della tua storia.

Nel pomeriggio siamo arrivati a Morović, dopo una prima tappa impegnativa ma straordinariamente intensa, con la sensazione di aver già attraversato molto più di una semplice distanza geografica.


Abbiamo lasciato Belgrado questa mattina, ma insieme a noi viaggiava qualcosa che non poteva essere lasciato indietro: il ricordo di Raffaele. È anche grazie a lui che esistono queste ruote, è in questa occasione in particolare è con lui che affrontiamo chilometri, fatica e imprevisti, ed è per lui che vogliamo trasformare questa avventura in qualcosa che possa durare molto più a lungo del nostro viaggio.
Il Centro Sportivo Raffaele Carlomagno vuole essere proprio questo: la trasformazione di un ricordo in un luogo vivo, dove bambini e ragazzi possano incontrarsi, praticare sport, crescere insieme e costruire nuove storie. Un luogo nel quale, attraverso lo sport e la comunità, il nome di Raffaele possa continuare a essere pronunciato non soltanto con nostalgia, ma anche con un sorriso.

Questa sera, a Morović, guardando le biciclette appoggiate dopo una giornata di strada, sappiamo che abbiamo percorso soltanto il primo capitolo di questo viaggio. Davanti a noi ci sono ancora molti chilometri, altre frontiere, altre città, altre persone e inevitabilmente altra fatica, ma sappiamo anche che ogni chilometro avrà un significato diverso perché non stiamo semplicemente cercando di raggiungere una destinazione.
Stiamo pedalando per costruire qualcosa che rimanga.
E domani, quando torneremo sulla strada, Raffaele sarà ancora una volta con noi.
🚴♂️ Ruote Ardite continua.
❤️ Per Raffa. Per il suo ricordo. Per il futuro di tanti ragazzi.

