MEMENTO MORI MEMENTO AMORIS

La prossima settimana intraprenderemo un viaggio che va oltre la semplice prosecuzione dei nostri progetti: sarà un viaggio del cuore, della memoria e dell’amore.

Nei Balcani arriveremo fino in Kosovo e Metochia, a Velika Hoča, una piccola enclave serba che per anni ha accolto Raffaele e il suo entusiasmo contagioso. Lì, dove ha lasciato un segno fatto di sorrisi, gesti semplici e amicizie sincere, inaugureremo la borsa di studio a suo nome, destinata a tre giovani che inizieranno il loro percorso universitario.

Sarà un modo per rendere concreto ciò che Raffaele ha sempre incarnato: la convinzione che la speranza si costruisce con la presenza, che la solidarietà nasce dallo stare accanto, e che anche il più piccolo gesto può cambiare una vita.

Memento mori, “ricordati che devi morire”, ci ricorda la fragilità della nostra esistenza, la brevità del tempo che abbiamo.
Ma accanto a questo, c’è un altro invito che vogliamo custodire e diffondere: memento amoris, “ricordati dell’amore”.
Ricordati che l’amore è ciò che resta, ciò che dà senso, ciò che continua anche quando la vita si ferma.

In questo viaggio, porteremo con noi la mancanza, ma anche la gratitudine di aver compiuto un tratto di strada in compagnia di Raffaele.
E ogni passo che faremo sarà anche un passo insieme a lui.

Memento mori. Ma anche — e soprattutto — memento amoris.

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